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   Terremoto sull'Isola di Giava in Indonesia

Sarebbero due le vittime a Giacarta a causa di un terremoto quantificabile di magnitudo 6.5 sull'Isola di Giava in Indonesia, si parla anche di decine di feriti per un bilancio provvisorio in attesa che le squadre di soccorso possano raggiungere gli edifici danneggiati in tutta l'isola; poi i media hanno mostrato scene di edifici ondeggianti con la gente che si riversava in strada. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche che uno studio effettuato in Arkansas utilizzando un sistema tecnologico di controllo (basato su un avanzato algoritmo riguardo dati sismici) sulle piccole scosse causate dal fracking avrebbe evidenziato come le fratture sotto elevato stress diventino instabili e quindi possano scivolare generando un terremoto; infatti, le fratture idrauliche che si verificano nel sottosuolo iniettando liquidi ad alta pressione per far risalire in superficie petrolio e gas tendono a destabilizzare la faglia.

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   Un nuovo clima per multipli eventi estremi

E' noto che le attività umane influenzano l'ambiente con la possibilità che si verifichino eventi estremi ed ormai i ricercatori avrebbero verificato che ci si ritrova con un nuovo clima che risulta dalla somma di eventi estremi e che le cause non sono in parte anche naturali ma tutte collegabili al consumo di combustibili fossili. Questa considerazione è stata ricavata analizzando i dati relativi al 2016 soprattutto riguardo ondate anomale di calore in Asia e temperature molto al di sopra della norma sulle coste dell'Alaska ed in genere analisi sul surriscaldamento climatico in cinque continenti e due oceani. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche una seconda vittima (un pompiere) per gli incendi che stanno devastando la California; inoltre, i roghi incontrollabili ad esempio hanno superato per dimensioni di una delle aree più interessate quello della contea di Santa Barbara di dieci anni fa.

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   Alcune foreste non ricrescono dopo gli incendi

In alcune zone dell'America a causa delle mutate condizioni del clima più caldo e del terreno più secco le foreste distrutte e rase al suolo dagli incendi tendono a non ricrescere non essendoci più le condizioni ambientali adatte per quel tipo di alberi che ricoprivano un terreno che ormai risulta degradato specialmente in aree di altitudine meno elevata e questo fenomeno è stato rilevato in parte anche in Canada. Gli incendi possono propagarsi più velocemente dove vi sono alberi morti abbattuti al suolo perché costituiscono una specie di carburante per il fuoco che aggredisce senza ostacoli il territorio in campo aperto, poi la perdita permanente delle foreste costituisce un danno all'intero ecosistema. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche che è aumentata la quota di ghiaccio che si sta sciogliendo nell'Artico mettendo anche a rischio le strutture che hanno fondamenta nel permafrost.

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   Avvertimenti su nuovi pericoli per l'ambiente

Utilizzando dei modelli computerizzati di simulazione i ricercatori avrebbero riscontrato (ma non tutti concordano) che a causa dello scioglimento dei blocchi di ghiaccio che circondano l'Antartide per l'aumento delle temperature del mare si modificano i flussi delle correnti con la conseguenza che la massa ghiacciata più interna anche centinaia di chilometri tenderebbe a sciogliersi con conseguente aumento del livello dei mari. Alcuni analisti economici avvertono poi che l'uso della moneta elettronica non è sostenibile per l'ambiente e che attualmente la quantità di energia assorbita per criptare la valuta, divenuta in pratica ufficiale anche se molto volatile e a rischio di crollo speculativo, è superiore a quella consumata dall'Irlanda; inoltre, siamo molto indietro riguardo l'utilizzo delle energie rinnovabili a due anni dall'approvazione dell'accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni inquinanti con effetti devastanti sull'ambiente.

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   Maltempo e disagi in Europa per freddo e neve

Continua l'ondata di maltempo di matrice artica sull'Europa con trasporti aerei e navali spesso bloccati in Gran Bretagna, allerta in certe aree per le basse temperature, scuole chiuse e mancanza prolungata di energia elettrica in centoquarantamila abitazioni. In Belgio uno spesso manto di neve rende difficoltosi i collegamenti stradali e non è molto migliore la situazione in alcune zone della Francia interessate da bufere di neve con vento freddo che hanno anche causato numerosi blackout, mentre in Italia oltre a strade e linee ferroviarie impraticabili per il ghiaccio si è aggiunto il problema di intense precipitazioni piovose con rischio esondazioni ad esempio in Liguria. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche che in California l'area interessata dai roghi incontrollabili è aumentata e l'annata del 2017 è già stata valutata in anticipo come una delle peggiori dal punto di vista degli incendi.

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   Sono passati venti anni dall'accordo di Kyoto

Difficile fare un bilancio dei risultati ottenuti riguardo la riduzione delle emissioni inquinanti esattamente venti anni dopo la firma del protocollo di Kyoto in Giappone da parte di centocinquanta nazioni; infatti, sono stati fatti dei progressi soprattutto informando l'opinione pubblica della grave minaccia per l'umanità e della necessità dell'utilizzo di energie rinnovabili per evitare disastrosi cambiamenti climatici, ma l'obbiettivo principale dell'accordo che era la riduzione delle emissioni di biossido di carbonio nell'atmosfera non è stato raggiunto. Le emissioni di CO2 senza complessi e costosi sistemi di cattura rimarranno nell'atmosfera condizionando negativamente a lungo il clima del pianeta. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche l'ondata di maltempo di matrice Artica sta investendo l'Europa con bufere di neve in Scozia, freddo accompagnato da vento in molti paesi e a volte forti precipitazioni piovose.

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   Ancora imponenti fronti di fuoco in California

A causa di forti folate di vento ad oltre ottanta chilometri orari che riattizzano gli incendi le fiamme hanno aggredito velocemente la secca vegetazione della California formando sei imponenti fronti di fuoco oltre ad altri più piccoli che hanno distrutto circa cinquecento strutture dall'area di San Diego sulla costa del Pacifico alla contea di Santa Barbara e in altre aree interessate costringendo all'evacuazione di oltre centonovantamila persone, mentre le previsioni meteo annunciano ancora vento considerando che molte abitazioni (e fastose ville) sono minacciate dal fuoco. Un esercito di cinquemilasettecento pompieri cercano di fronteggiare le fiamme altissime ed è stato dichiarato lo stato di emergenza con supporto per la coordinazione dell'agenzia federale; inoltre, gli elicotteri gettano liquido ritardante anche su autostrade e linee ferroviarie. Particolarmente colpite dagli incendi vaste aree nella contea di San Diego, Ventura e Los Angeles.

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   Ennesimo devastante incendio in California

Un vasto incendio sta interessando la famosa area di Bel-Air di Los Angeles ed altri focolai sono attivi nel sud della California, poi lo stesso forte vento che alimenta fiamme altissime sta rendendo pericolosa l'azione di aerei ed elicotteri antincendio costringendoli ad attendere al suolo che la situazione migliori considerando che sono essenziali insieme alle squadre di pompieri per spegnere gli incendi. Si parla di una vittima, centocinquantamila persone evacuate e di circa ventimila ettari di vegetazione già andati in fumo mentre sono chiuse le attività produttive e commerciali oltre alle scuole della zona. Come ormai accade sempre più frequentemente in California la combinazione di forte vento e sei mesi di mancanza di precipitazioni piovose che hanno reso la vegetazione piuttosto secca hanno favorito l'avanzare delle fiamme che hanno distrutto oltre centocinquanta strutture e minacciano centinaia di abitazioni.

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   Depurare l'acqua dai residui di plastica

L'inquinamento da residui di plastica nell'acqua potabile e in genere in mari, fiumi e torrenti sta diventando una minaccia sempre più grave per la salute umana e allo stesso tempo un problema davvero difficile da risolvere; alcuni sono scettici riguardo l'utilizzo di soluzione ad alta tecnologia per cercare di depurare l'acqua e sostengono che ora sono disponibili soluzioni per evitare che la plastica finisca nell'acqua che beviamo dal momento che è evidente che si deve agire soprattutto nella fasi iniziali dell'inquinamento e poi cercare altre soluzioni efficaci. Gettare i rifiuti nei fiumi è stata sempre una pratica piuttosto diffusa (mancando una coscienza ambientalista) e dal 1950 la quantità di plastica prodotta è aumentata enormemente con un risultato disastroso tanto da finire nella catena alimentare oltre a generare delle specie di isole di plastica che vagano negli oceani e deturpare le spiagge nei luoghi più incontaminati del pianeta.

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   Intersezione di correnti osservate sotto l'Antartide

Un possibile modello di come le correnti calde siano trasportate nelle profondità dell'Antartide ed il ruolo dell'Oceano nel ciclo del carbonio sarebbe stato osservato utilizzando dei droni sottomarini (chiamati anche gliders); infatti, i ricercatori hanno visto in un periodo di otto mesi come le intersezioni di forti correnti con quelle generate dallo slittamento di masse che tengono a salire nel fondale oceanico portano ad un notevole rimescolamento delle acque nelle zone a sud dell'Oceano. In precedenza le osservazioni di questo tipo si limitavano alla superficie degli oceani, quindi la possibilità di poter misurare temperature, salinità, quantità di nutrienti ed altre variabili fino ad una profondità di circa mille metri ha rilevato l'importanza della topografia continentale nel rimescolamento delle acque e consente di procedere a delle simulazioni riguardo i cambiamenti nella circolazione delle correnti oceaniche sia del passato che del futuro.

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