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   Poca prevenzione nCoV negli Stati Uniti

Molti contagi da virus SARS-CoV-2 negli Stati Uniti sono stati causati dalle scarse misure di prevenzione adottate dalla popolazione (a quanto pare il cinquantadue percento dichiara che il virus non esiste) e vi sono polemiche per gli atteggiamenti tenuti riguardo la diffusione dell'epidemia 19-nCoV dall'amministrazione uscente; infatti, i dati monitorano nuovi record di vittime con un totale di oltre quattocentomila ad un ritmo anche di tremila al giorno nel mese di gennaio. Si parla di deficienze strutturali nell'affrontare la problematica sanitaria con carenze che hanno mostrato i reali difetti riguardo la capacità ricettiva delle strutture e la scarsa preparazione ad fronteggiare le crisi senza contare che la nuova variante più virulenta del virus potrebbe ulteriormente aggravare una situazione già poco gestibile e fuori controllo.

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   Prime infezioni nCoV probabilmente a Wuhan

Le indagini sulle prime infezioni da SARS-CoV-2 che hanno provocato la pandemia Covid-19 sono ancora in corso con ispezioni in Cina (paese che sostiene che il virus sia arrivato dall'Europa), ma a quanto pare un video di fine dicembre 2017 non disponibile in linea mostra degli addetti di un laboratorio di Wuhan che maneggiano pipistrelli probabilmente infetti da coronavirus senza adeguate protezioni, non rispettando le regole previste da organizzazioni salutari internazionali. Si parla anche di ricercatori cinesi che hanno raccolto campioni di deiezioni di pipistrelli in caverne senza indossare l'equipaggiamento previsto o tentativi di catturare e maneggiare un animale risoltosi con un morso che ha bucato come un ago un guanto di gomma. Questi pipistrelli erano forse portatori di una varietà potente del virus oggetto di studio.

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   Sulawesi in difficoltà dopo il terremoto

Le autorità indonesiane non riescono a gestire adeguatamente l'emergenza nella capitale provinciale Mamuju (di quasi trecentomila abitanti) dopo che un forte sisma tre giorni fa ha colpito l'isola di Sulawesi, si parla di almeno ottantuno vittime poi non è ben chiaro quante persone siano rimaste sepolte da montagne di detriti e molti feriti si rifiutano di andare all'ospedale per il timore di altre scosse. I medici nella confusione e stanchezza generale devono anche stare attenti ai contagi da virus SARS-CoV-2 e si stanno montando delle tende per ricoverare i pazienti. Alcuni sopravvissuti si lamentano che mancano cibo, coperte ed altri beni di prima necessità; mentre si scava fra le macerie e molte persone sono state estratte vive dai soccorritori. In Indonesia i terremoti sono frequenti per la frizione delle placche tettoniche del cosiddetto anello di fuoco del Pacifico.

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   Terremoto a Sulawesi in Indonesia

Sarebbero almeno trentasette le vittime a causa del terremoto di magnitudo 6.2 che ha colpito l'isola di Sulawesi con epicentro a trentasei chilometri a sud della città di Mamuju ad una profondità di circa diciotto chilometri che ha fatto crollare diversi edifici; si parla poi di molti feriti, dispersi e danni a strade, infrastrutture oltre a disagi e panico per la popolazione (in parte per avvisi di eventuali tsunami per forti scosse di assestamento). Le autorità che hanno inviato squadre di soccorso a scavare sotto le macerie dicono che anche l'aeroporto della città è stato danneggiato. Da segnalare recentemente una serie di frane in Indonesia nel Sumedang, distretto di Cimanggung, che aveva causato almeno diciannove vittime fra cui dei soccorritori che stavano cercando di portare aiuto alle persone in difficotà.

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   Troppe coperte avvolgono il pianeta

Rilasciare per decenni grandi quantità di biossido di carbonio nell'atmosfera significa in termini figurati secondo alcuni ricercatori coprire il pianeta con spesse coperte che mantengono a lungo il calore; un po' come accade in un letto e si aggiungono delle coperte per stare più caldi, ma in pratica troppe fino al punto in cui si comincia a sudare con una sensazione spiacevole di disagio. Questo non vuol dire necessariamente che bisogna togliere queste coperte, ma almeno non aggiungerne altre anche perché l'andamento climatico mostra un deciso surriscaldamento anno dopo anno (una linea crescente con normali variazioni dei picchi monitorate per quarantaquattro anni). Nonostante la riduzione delle emissioni dovuta alla pandemia 19-nCoV il surriscaldamento del pianeta continua a mostrare i suoi effetti negativi a lunga durata a causa del calore accumulato anche nei mari durante decenni di emissioni incontrollate.

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   Infezione nCoV del sistema nervoso centrale

Nel caso un individuo sia contagiato dal virus SARS-CoV-2 rischia anche di rimanere paralizzato, almeno secondo i risultati di uno studio che ha evidenziato come il coronavirus possa replicarsi nel sistema nervoso centrale arrivando a questo scopo fino ad aumentare il metabolismo delle cellule infettate; infatti, in un paziente poi deceduto e che ha sofferto per ischemia i neuroni corticali a quanto pare erano stati infettati (quindi rivelando la presenza della porta di ingresso ACE2 sfruttata dal virus come accade nei polmoni). Da segnalare cambiando argomento che in Gran Bretagna a causa della variante del virus e di comportamenti della popolazione poco responsabili sono state superate le millecinquecento vittime in un giorno, ma fa discutere il dato degli Stati Uniti con quasi quattromilacinquecento vittime ed una complessa situazione sanitaria.

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   Controlli in Giappone su varianti 19-nCoV

Le autorità sanitarie del Giappone che cercano di fronteggiare il dilagare nel paese del virus SARS-CoV-2 dalla capitale Tokyo alle aree circostanti con provvedimenti di contenimento più restrittivi che comprendono anche le prefetture di Osaka, Kyoto, Hyogo, Aichi, Gifu avrebbero individuato una nuova variante di coronavirus in persone provenienti dal Brasile, geneticamente differente da quella (più virulenta) della Gran Bretagna e Sud Africa. Nel frattempo si cerca di tracciare i contatti avuti da queste persone mentre la situazione sanitaria a Tokyo è diventata poco gestibile ed è stato dichiarato lo stato di emergenza. Da segnalare cambiando scenario come il virus si stia diffondendo velocemente in Europa dove in pratica lo scenario con una severa terza ondata di epidemia sia considerato molto probabile.

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   Nuovi progetti di riforestazione

In una videoconferenza climatica le autorità sono intenzionate a fare del 2021 un anno importante riguardo la mobilitazione per la natura con nuovi progetti di riforestazione per fronteggiare i cambiamenti climatici che stanno riducendo la biodiversità ad un ritmo allarmante con aumenti dei fenomeni di desertificazione e improvvise variazioni del clima. Si pensa di riconciliare l'umanità con la natura e proteggere almeno il trenta percento del pianeta entro il 2030 anche con iniziative che arrestino l'estinzione delle specie risolvendo le vulnerabilità agendo in armonia con l'ambiente (obiettivo davvero difficile se si continua ad esempio a sostenere il consumo di carne che richiede l'utilizzo di nuovi terreni da deforestare per favorire l'allevamento). Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche l'ondata di freddo in Italia in ampie zone a nord con temperature fino a meno venti gradi Celsius.

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   Frana per piogge intense in Indonesia

Sarebbero tredici le vittime, diciotto feriti e ventisette le persone disperse a causa di una frana che ha colpito il villaggio di Cihanjuang nel distretto di Sumedang nella provincia ovest di Java favorita da precipitazioni piovose particolarmente intense e dalle condizioni del suolo piuttosto instabile. Si scava per cercare i dispersi fra le diciotto abitazioni crollate anche con mezzi pesanti e le autorità hanno fatto evacuare altre zone nel timore che si possano verificare altre frane. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche le anomale basse temperature registrate in Spagna ed in molti paesi europei mentre in Grecia con ventotto gradi Celsius la gente si è riversata sulle spiagge spesso violando le norme di contenimento contro la diffusione del virus 19-nCoV.

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   Tempesta di neve sulla Spagna

Sarebbero almeno quattro le vittime a causa della tempesta di neve chiamata "Filomena" valutata come la peggiore dal 1971 e che ha intrappolato nelle strade oltre millecinquecento automobilisti, costringendo squadre di soccorso ad intervenire su ogni auto anche per evitare che le persone rimanessero senza acqua e assiderate. Oltre seicentocinquanta strade sono ancora bloccate o difficilmente percorribili e vi sono difficoltà di spostamento anche nella capitale Madrid dove si è formato uno spesso manto nevoso fino a cinquanta centimetri come non si vedeva dal 1963 con disagi per i cittadini, poi gli effetti della bufera di neve si sono sentiti anche in Francia (si parla di nove vittime anche in Italia per il freddo). Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche che nel 2020 gli eventi estremi monitorati sono in media aumentati ed il surriscaldamento climatico ha raggiunto i valori record del 2016.

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