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   Difficoltà a Panama dopo il doppio terremoto

Le autorità del Panama avrebbero dichiarato lo stato di emergenza dopo che le due forti scosse di terremoto e le numerose scosse di assestamento a causa dei danni verificatisi soprattutto nelle province centrali Varaguas, Herrera, Cocle e Los Santos. Si parla di case, scuole, alberghi, edifici, chiese e ponti danneggiati; poi anche crolli fra cui una chiesa patrimonio storico, molti voli aerei sono stati cancellati. Da segnalare spostando l'attenzione ad altri scenari che un uragano di categoria quattro sta sferzando le coste del Pacifico del Messico anche se il centro de vortice rimane al largo delle coste, ma rimane molto pericoloso; mentre in Florida si parla di almeno quattro vittime a causa di un uragano che ha interessato nei giorni scorsi le coste del Golfo degli Stati Uniti causando anche numerosi danni.

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   Terremoto presso le coste a sud di Panama

Un forte sisma di magnitudo 7.6 (inizialmente misurato di magnitudo otto) con epicentro a dieci chilometri dalla piccola città di Pitaloza Arriba ha scosso le coste a sud-centro di Panama, ci sono stati danni ed evacuazioni nella città di Panama oltre a panico per la popolazione che si è riversata per le strade ed allarmi per eventuali onde di tsunami; si sono anche verificate diverse scosse di assestamento di cui una di magnitudo sei. Da segnalare spostando l'attenzione all'Italia che una tromba d'aria ha colpito la città di Marsala in Sicilia rovesciando camion ed auto, danneggiando case e trasportando detriti di ogni genere a grande distanza, poi sul litorale laziale danni per il maltempo fra Anzio e Nettuno e forti mareggiate hanno fatto parzialmente crollare una nota falesia, poi danni ed allagamenti anche in Campania.

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   Un uragano sferza le coste del Golfo degli Stati Uniti

Sta prendendo forza il primo uragano della stagione Atlantica formatosi nel Golfo del Messico e si parla di preparazioni di ordini delle autorità ai turisti di abbandonare le spiagge ed altri avvisi per mettersi in sicurezza prima dell'arrivo del forte vortice che secondo le previsioni meteo potrebbe essere pericoloso per vaste aree di Florida Pandhandle, sud di Alabama e sud Mississippi causando inondazioni, interruzioni della fornitura di energia elettrica. La produzione di idrocarburi al largo nel Golfo era già stata fermata o rallentata con conseguenze sui prezzi sul mercato che sono già alti, poi bisogna aspettare se si verificheranno eventuali danni alle raffinerie sul territorio. E' opportuno prepararsi con anticipo in modo efficace all'arrivo del forte uragano senza lasciarsi prendere dal panico.

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   Rischi e benefici dell'intelligenza artificiale

Lo sviluppo troppo rapido dell'intelligenza artificiale generativa che in qualche caso per versioni avanzate di ultime applicazioni è in gran parte spinto dalla stessa potenza di calcolo informatica dei programmi di intelligenza artificiale fa discutere riguardo i rischi e benefici che questa tecnologia possa dare all'umanità, alcuni dicono che bisogna accettare eventuali conseguenze negative in vista dei benefici. Rimane da capire se ci si può spingere a correre questo rischio fino al punto che l'intelligenza artificiale generativa arrivi a svilupparsi completamente da sola in modo autonomo forzando i sistemi di controllo messi da intelligenze ormai diventate inferiori e nemmeno più in grado di comprendere bene il funzionamento complesso delle potenti reti neurali che supportano l'intelligenza artificiale generativa.

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   Richieste climatiche urgenti proposte alle Fiji

Le lamentele delle autorità delle isole del Pacifico minacciate dal rialzo dell'oceano e dai cambiamenti climatici sono emerse in discussioni alle Fiji nella città di Nadi in attesa che inizi il prossimo mese la conferenza COP31 con la richiesta di azioni urgenti. Fra gli argomenti trattati si sottolinea di limitare il surriscaldamento globale ad un grado e mezzo Celsius, migliorare la disponibilità di fondi climatici oltre ad agire sulla protezione degli oceani e relative conseguenze sulle popolazioni. Le isole del Pacifico subiscono i danni di un rialzo del mare che a quanto pare ha un ritmo doppio della media globale, poi ben oltre un miliardo di persone potrebbero essere costrette a lasciare le proprie abitazioni entro il 2050 e l'impatto sulle popolazioni è già tangibile; dalle isole Tuvalu arriva la richiesta di agire ora con decisione e in modo collettivo.

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   Ghiacciaio Triglav in Slovenia scomparso

Dai circa quattordici ettari monitorati sin dal 1946 il ghiacciaio Triglav in Slovenia potrebbe scomparire del tutto fra giorni e non si forma più nuovo ghiaccio (ha nevicato poco e la neve si è sciolta prima lasciando il ghiaccio esposto a lungo d'estate) considerando che un tempo era una meta per gli sciatori estivi e per generazioni di turisti oltre a rappresentare un patrimonio naturalistico alpino simbolico del paese. La fusione dei ghiacciai nella vicina Austria significa avere probabilmente anche un flusso ridotto di acqua nei bacini dei fiumi Drava e Mura che costituiscono una fonte importante per l'irrigazione. Inutile aggiungere il danno a tutto l'ecosistema e come sta accadendo in tutto l'arco alpino anche un problema di sicurezza dal momento che il ghiaccio contribuisce a stabilizzare le rocce e sempre più spesso si verificano frane.

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   Riempire le falde per far risalire città che affondano

Un po' come accade per un enorme pallone pieno d'acqua che si sgonfia se si usufruisce troppo dell'acqua stoccata e ritorna alla sua forma rempiendolo d'acqua, così accade per le falde acquifere sotto molte città costiere nel mondo; quindi secondo uno studio basta sfruttare questo principio di idraulica per far risalire città che affondano. Si parla di crolli nelle linee di faglia delle falde sotterranee quando si pompa l'acqua che formano delle specie di dighe che incanalano l'acqua spingendo verso l'alto la superficie su cui poggiano queste città che affondano per il fenomeno della subsidenza; non ben chiaro cosa possa accadere a distanza di tempo e se questa superficie rigonfiata possa rimanere uniforme. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche una vittima e tre feriti a Nord Sumatra in Indonesia per una tromba d'aria con danni ad alcune case ed inondazioni.

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   Crollato un noto arco colossale alle Hawaii

Considerato un posto speciale per i visitatori quello dove era ubicato nel parco Nazionale dei vulcani il caratteristico arco di Holei rimane privo di questa magnifica formazione naturalistica crollata nell'Oceano Pacifico da qualche giorno a causa di una tempesta tropicale; l'arco si era formato circa cinque secoli e mezzo fa dal flusso di lava un'eruzione vulcanica, poi era stato esposto a diversi tipi di erosione. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche quindici scalatori rimasti vittime in Nepal di una valanga sul monte Himlung alto settemilacentoventisei metri, questo in un paese ancora alle prese con i danni e le sofferenze causate dall'inondazione disastrosa di agosto che ha spazzato via diversi villaggi, si parla di oltre millequattrocento le vittime e quasi seimila dispersi.

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   Estate in Europa occidentale caldissima

I cambiamenti climatici hanno fatto diventare l'Europa il continente che si sta surriscaldando più velocemente nel pianeta, il doppio della media a livello globale; poi ultimamente i dati monitorati riguardo la lunga estate evidenzierebbero come siano stati raggiunti dei nuovi record di caldo superando quelli del 2003, con due gradi e mezzo Celsius in più considerando la media dal 1991 al 2020 (quarantuno i giorni roventi). Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche l'ondata di maltempo che ha colpito l'isola di Creta, si parla di una vittima presso Rethymno oltre a danni con case inondate e veicoli sommersi, poi molte chiamate per soccorsi con persone in difficoltà non essendo possibile spostarsi su strade inagibili inondate d'acqua, un ponte è crollato e un'auto per fortuna senza vittime è precipitata in basso.

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   Qualità dell'aria scarsa per inquinamento da ozono

I dati relativi alla qualità dell'aria dei primi otto mesi del 2026 avrebbero evidenziato come a causa di ondate di calore, incendi combinate ad emissioni umane il trentaquattro percento della popolazione mondiale è stata esposta ad elevato inquinamento di ozono (particolarmente colpite le popolazioni asiatiche); inoltre si parla di una stretta relazione fra cambiamenti climatici ed inquinamento. In pratica caldo e raggi solari reagiscono con le emissioni inquinanti di incendi, veicoli ed industria favorendo la formazione di ozono al suolo con conseguenti danni nell'albero respiratorio, difficoltà respiratorie, eventuali attacchi d'asma ed altri problemi salutari polmonari. Organizzazioni salutari internazionali hanno fissato in cento microgrammi di ozono per metro cubo la soglia massima di esposizione nella media di otto ore.

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