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   Un ciclone sferza Socotra e sud dell'Oman

Sarebbero nove le vittime del ciclone denominato "Mekunu" di cui sette nell'isola dello Yemen Socotra e due nel sud dell'Oman, poi si parla di diversi feriti, dispersi ed inondazioni di ampie aree soprattutto nelle province di Dhofar e al-Wusta che ha costretto ad evacuazioni per sicurezza, comunque ora il vortice caratterizzato da forti picchi di vento è stato declassato a tempesta tropicale anche se rimane l'avvertimento per la popolazione di non attraversare le vallate. Sull'isola di Socotra è stata dichiarata dalle autorità un'area come disastrata mentre nel sud dell'Oman sono cominciati gli interventi di emergenza e di pulizia. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche la difficile situazione riguardo le riserve idriche in alcuni paesi (fra cui in parte anche nel sud dell'Italia) ed in particolare in Pakistan per il dissesto idrogeologico causato da un progetto per un impianto idroelettrico in India.

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   Prevenzione contro il Nipah virus in India

Sarebbero salite a dodici le vittime nel Kerala in India a causa del Nipah virus, una zoonosi scoperta nel 1999 in Malaysia negli uomini causando cento vittime e solo lievi patologie nei maiali considerati la fonte del contagio mentre per l'India oltre ai maiali ad altri animali i pipistrelli potrebbero essere la causa principale delle infezioni; infatti, pare che le persone che mangiano frutta, specialmente quella caduta a terra, venuta in contatto con le loro varie secrezioni come ad esempio la saliva rischiano di esporsi al virus che provoca inizialmente febbre, dolori muscolari, fino a serie infiammazioni e al coma, poi nei casi più gravi le persone che sopravvivono lamentano deficit cognitivi ed altre problematiche quindi è necessaria un'opportuna prevenzione. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche sanitarie che le autorità sanitarie del Congo temono che l'epidemia di Ebola possa raggiungere grandi centri abitati.

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   Una diga in Tanzania minaccia una riserva protetta

Per far fronte alle necessità energetiche del paese le autorità della Tanzania progettano di costruire presso la riserva protetta di Selous una grande diga alta centotrenta metri e larga settecento in modo da formare un lago di millecinquecento chilometri quadrati che alimenterà un impianto idroelettrico, ma gli ambientalisti denunciano che questo progetto rischia di distruggere un'area naturalistica ricca di alberi e biodiversità oltre che di elefanti, leoni, giraffe, ghepardi, rinoceronti e cani selvatici. Questa riserva patrimonio protetto e fonte di reddito per il notevole afflusso turistico avrebbe già perso in meno di quaranta anni il novanta percento degli elefanti (nota ad esempio la vorace richiesta del mercato cinese per assurdi scopi pseudofarmaceutici e monili di dubbio gusto) e questa diga potrebbe avere un impatto devastante anche perché gli animali vi si rifugiano specialmente nella stagione secca, poi vi sono anche molti terreni agricoli.

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   Tendenza ad una popolazione sempre più obesa

Circa il ventidue percento della popolazione potrebbe essere obesa entro il 2045 se dovesse continuare la tendenza ad un aumento continuo di peso facendo crescere notevolmente i costi per i sistemi sanitari, poi i ricercatori calcolano che per quella data che in Gran Bretagna il quarantotto percento della popolazione sarà obesa e negli Stati Uniti il cinquantacinque; inoltre, in questo ultimo caso la percentuale di diabetici sarà circa del diciotto percento. Già in passato erano stati più volte segnalati gli enormi costi sostenuti per la cura del diabete ed altre patologie collegabili direttamente all'obesità e di come fossero necessari maggiori controlli sulla popolazione informando che una persona con un B.M.I. (rapporto fra peso ed altezza) di venticinque o superiore è da considerare in sovrappeso e di trenta ed oltre è obesa. Indispensabile in questi casi un'opportuna attività fisica, regime alimentare equilibrato, meditazione e consapevolezza.

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   Emissioni di CO2 da foglie cadute nei fiumi in secca

L'impatto riguardo le emissioni di biossido di carbonio da foglie e residui di vegetazione che cadono accumulandosi nel letto dei fiumi in secca e poi si decompongono quando l'acqua torna a fluire è spesso sottovalutato, almeno secondo l'opinione di ricercatori della Nuova Zelanda che con l'apporto di una equipe internazionale sostengono l'importanza di questo fenomeno sul ciclo globale del carbonio; infatti, il flusso di fiume e torrenti tende ad essere sempre più intermittente (circa il cinquanta percento dei fiumi nel mondo anche a causa dei cambiamenti climatici) e questo inquinamento segnalato spinge ad un ulteriore aggravamento del surriscaldamento globale. Lo studio effettuato monitorando il letto si duecentododici fiumi in secca avrebbe rilevato come la decomposizione del fogliame sia realmente molto rapida in associazione ad intensa attività biologica che rilascia per questo meccanismo una quantità di CO2 davvero sorprendente.

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   Un impegno vigoroso per i casi di Ebola

Sono aumentati i casi di Ebola monitorati nella Repubblica Democratica del Congo dove e sarebbe ora ventisei il numero di vittime a causa del virus, poi i ricercatori di organizzazioni internazionali sanitarie avvertono che senza una risposta vigorosa la situazione potrebbe peggiorare in modo significativo. In questi ultimi giorni si sono alternate dichiarazioni contraddittorie riguardo il numero delle vittime e dei contagi, se fossero realmente confermati; ma a quanto pare non sarà possibile mantenere facilmente la situazione sotto controllo anche se sono già arrivati i vaccini sperimentali per una campagna di vaccinazione che comprende inizialmente seicento persone fra staff medico, casi sospetti e chi ha avuto contatti con questi. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche sanitarie otto vittime in India nel Kerala a causa del Nipah virus, una zoonosi che può causare gravi patologie sia negli animali che nell'uomo.

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   Indagine sui clorofluorocarburi

Nonostante la produzione di clorofluorocarburi da quanto dichiarato dalle industrie chimiche sia ridotta a zero le rilevazioni effettuate ora avrebbero evidenziato che le emissioni sono quasi le stesse di venti anni fa, almeno per una componente chiamata CFC11 dannosa per lo strato di ozono dell'atmosfera che protegge dai raggi ultravioletti utilizzata per produrre ad esempio schiume, agenti ad azione smacchiante e gas per la refrigerazione. Si sospetta analizzando i dati provenienti da diverse centraline di rilevamento che l'origine delle emissioni, aumentata progressivamente dal 2013, sia probabilmente da identificare in zone di Cina, Mongolia e Corea forse come derivato della produzione di altre componenti chimiche (ma alcuni dicono che non si rispettano i divieti). La natura rimuove ogni anno il due percento dei CFC11 e le concentrazioni tenderebbero a diminuire se non vi fossero continue emissioni con conseguenti vari effetti negativi.

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   Aree riservate alla biodiversità poco rispettate

Con un accordo stipulato nel 2010 quasi duecento nazioni si impegnavano a riservare entro il 2020 il diciassette percento dei territori del globo ad aree riservate alla tutela della biodiversità tramite parchi ed altri santuari naturalistici in modo anche da fare da scudo a piante ed animali da inquinamento, cementificazione e cambiamenti climatici; ma un terzo di queste aree sono ormai soggetto a sfruttamento umano con la costruzione di strade, città, coltivazioni intensive e ferrovie, almeno da quanto risulterebbe da una ricerca effettuata in Australia che ha calcolato in circa sei milioni di chilometri quadrati la perdita in biodiversità. Per fare un esempio figurato è come se un territorio che comprende India ed Argentina fosse sottoposto a sfruttamento umano anche (con qualche eccezione) costringendo in pratica le specie che le popolano a migrare e quindi influenzando la biodiversità di altre zone generando conflitti fra specie e poco salutari squilibri naturalistici.

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   Nuova eruzione del vulcano Kilauea

L'intensa attività vulcanica nel sottosuolo che da due settimane provocano la fuoriuscita di lava dalle pendici del Kilauea, uno dei vulcani più attivi al mondo, ha causato una nuova consistente eruzione che avrebbe distrutto almeno ventisei case ed altre dieci strutture oltre a scagliare massi con esplosioni come proiettili e far tremare la terra. Si sono aperte altre fessure di fuoriuscita magmatica poi molte ceneri vulcaniche sono cadute in aree residenziali dopo che una densa e scura colonna di fumo ha raggiunto quasi i novemila metri spinta da esplosioni provocate dall'interazione fra acqua e rocce incandescenti. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche che le autorità del Canada hanno inviato molte squadre per aiutare la popolazione in difficoltà a causa delle inondazioni dei giorni scorsi mentre migliaia di persone stanno ancora aspettando per un eventuale ordine di evacuazione.

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   Casi preoccupanti di Ebola in Congo

In seguito al decesso di almeno diciannove persone ed una ventina di casi di Ebola riscontrati nella Repubblica Democratica del Congo le autorità internazionali per la prima volta sono di nuovo preoccupate per la situazione sanitaria come non accadeva dal periodo compreso fra il 2014 al 2016 con un'epidemia che causò oltre undicimilatrecento vittime (principalmente in Sierra Leone, Liberia e Guinea). Nella regione Bikoro dove scorre il fiume Congo sono stati segnalati la maggior parte dei casi, poi vi sarebbero anche altri casi sospetti nelle regioni di Iboko ed Ingende considerando che l'Ebola è stata scoperta nel 1976 proprio nella Repubblica Democratica del Congo quindi si cerca di monitorare ogni persona in queste zone per evitare contagi anche se ormai i centri sanitari si stanno preparando per un eventuale scenario piuttosto negativo. Nella precedente epidemia erano state avanzate diverse critiche riguardo la gestione dell'emergenza.

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