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   Popolo nepalese vittima dei cambiamenti climatici

La catena montuosa dell'Himalaya che è la più alta al mondo si sta surriscaldando a ritmi maggiori rispetto alla media delle temperature globali anche se la popolazione nepalese è minimamente responsabile del surriscaldamento globale; quindi è vittima di cambiamenti climatici causati da altri. Le necessità per le aree interessate dall'alluvione disastrosa sono davvero molte, manca di tutto e soprattutto l'acqua potabile con alto rischio di epidemie e si cerca di seppellire velocemente i corpi delle vittime recuperate dal fango seppellendole in fosse comuni dopo aver prelevato il DNA per l'identificazione successiva. Nel frattempo sarebbe aumentato ad oltre mille il bilancio delle vittime e quattromilacinquecento dispersi con alcuni che sostengono che la Cina comunica dati parziali riguardo vittime e dispersi nel loro territorio.

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   Transito ridotto nel Canale di Panama per la siccità

Le autorità che gestiscono il traffico navale che transita nel Canale di Panama che collega l'Oceano Atlantico al Pacifico avrebbero deciso una riduzione progressiva di questi volumi di traffico a causa degli effetti sul territorio della corrente globale "El Nigno" e conseguente siccità con livelli idrici che stanno calando, dichiarato già nei giorni scorsi lo stato di emergenza. Situazione di siccità più a nord anche in El Salvador (nel corridoio in America centrale che spesso soffre per eventi climatici estremi essendo particolarmente vulnerabile) e allerte con vari record di caldo raggiunti nel mese di agosto e quindi danni, riduzione dei raccolti e difficoltà nella gestione delle riserve idriche; poi non molto migliore la situazione nel vicino Honduras con ottanta percento del territorio in allerta secondo le dichiarazioni delle autorità di Tegugigalpa.

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   Inondazione nel Grand Canyon negli Stati Uniti

A causa di un nubifragio nel Bright Angel Creek con conseguenti torrenti di acqua piovana che scendevano dalle alture a valle si è verificata un'inondazione nel Grand Canyon, si parla di due vittime e quindici dispersi, decine di evacuazioni e danni con strutture metalliche trascinate via nel fiume Colorado e la principale conduttura d'acqua che serve turisti e residenti del parco nazionale danneggiata; poi il paesaggio risulta modificato da detriti, solchi con sentieri e passaggi inagibili. Si cerca di contattare gli scalatori eventualmente presenti nella zona o nei campeggi. Da segnalare spostando l'attenzione al Tibet che ha aumentato ad oltre novecento il bilancio delle vittime con oltre quattromiladuecento dispersi per la disastrosa alluvione, manca l'acqua potabile e si teme che possano verificarsi delle epidemie; difficile la gestione dell'emergenza.

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   Difficile la ricerca dei dispersi in Nepal

Arduo il compito dei soccorritori nella ricerca dei dispersi fra fango e detriti, poi la potenza dell'alluvione disastrosa in Nepal potrebbe aver trascinato anche i corpi fino in India, si parla di oltre seicento vittime e quasi tremila dispersi alcuni di molte nazionalità diverse. File di pellegrini in ritorno dal monte Kailash risultano fra i dispersi, poi molti turisti diretti verso le vette himalaiane e scalatori con le loro guide, a quanto pare molto numerosi i turisti indiani che mancano all'appello. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche l'ondata di maltempo in Italia con grandinate con chicchi di grandi dimensioni al Nord, danneggiato ad esempio il patrimonio storico a Cremona (sferzata da una tromba d'aria con decine di feriti) mentre al Sud le temperature rimangono molto elevate e in Sardegna si sfiorano anche i quarantacinque gradi Celsius in alcune aree.

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   Si teme un'altra inondazione in Nepal

Dopo la disastrosa alluvione definita in termini figurati come uno "tsunami" nella vallata nel distretto Rasuwa del Nepal si teme che possa verificarsi un'altra inondazione dal momento che la massa ghiacciata fratturata caduta da quota elevata dalla catena himalaiana in basso trascinando con se rocce, detriti e altro materiale potrebbe formare nuovamente una specie diga sul fiume Bhote Koshi con successiva altra alluvione cedendo con la pressione dell'acqua. Si parla di soccorsi cinesi sospesi per precauzione, mentre il bilancio delle vittime è aumentato a oltre cinquecento con oltre duemila dispersi. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche le alte temperature rilevate in Tunisia (quarantasei gradi Celsius a Tunisi) e diversi incendi in Algeria favoriti dalla siccità e dalle alte temperature con decine di vittime.

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   Collassa un ghiacciaio fra Nepal e Tibet

Sarebbero oltre trecento le vittime e un migliaio i dispersi a causa del collasso di una lingua di un ghiacciaio che si estende fra Nepal e Tibet, si parla di un terremoto di magnitudo superiore a quattro per la caduta della massa ghiacciata in quota in basso per centinaia di metri e conseguente alluvione impetuosa piena di detriti e fangosa in una valle himalaiana nel distretto Rasuwa del Nepal che ha trascinato a valle case di villaggi, ponti, autobus di turisti e travolgendo le persone che si trovavano nella zona. Come al solito il surriscaldamento globale ha reso instabile il ghiacciaio fondendo e spaccando le lingue di ghiaccio anche se ancora si sta studiando la dinamica del distacco e collasso delle varie masse ghiacciate spaccatesi e di come abbiano causato la successiva disastrosa alluvione del fiume Bhote Koshi.

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   Un tornado causa danni nel sud-ovest della Francia

La regione dell'Aude nel sud-ovest della Francia è stata interessata dal passaggio di un forte vortice, si parla di quarantuno feriti (due in condizioni critiche), circa trecento case danneggiate nel villaggio di Pomas con panico per la popolazione. Oltre millequattrocento abitazioni sono rimaste senza fornitura di energia elettrica, poi una nota gara ciclistica è stata cancellata; nel vicino villaggio di Arquettes-en-Val il vento ha raggiunto quasi i centoventi chilometri orari. Da segnalare spostando l'attenzione all'Italia che una tromba d'aria ha causato danni in un'area in provincia di Varese in Lombardia con tetti scoperchiati, alberi sradicati, capannoni e campi coltivati danneggiati; mentre in provincia di Grosseto in Toscana forti raffiche di vento hanno fatto cadere diversi alberi sulla strada statale ostacolando la circolazione.

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   Vasto incendio fra Nevada e California negli U.S.A.

Un incendio di oltre sessanta chilometri quadrati sta divorando la vegetazione presso la Peavine Peak nella foresta nazionale di Humboldt-Toiyabe in Nefada vicino ai confini con la California, causando almeno sei feriti, bruciando case e con novantamila persone evacuate; si parla di un incendio causato da mano umana ma non vengono fornite notizie se sia intenzionale o accidentale. Evacuate urgentemente quarantaduemila persone a causa di fiamme che si avvicinano all'università del Nevada, poi altre decine di migliaia devono tenersi pronte all'evacuazione. Da segnalare spostando l'attenzione all'Italia le alte temperature segnalate in aree della Puglia e della Sicilia con picchi oltre quaranta gradi Celsius, poi nei prossimi giorni soprattutto in Sicilia potrebbe anche intensificarsi l'ondata di calore di matrice africana.

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   Crollo in una discarica in Guinea per forti piogge

Sarebbero trenta le vittime, sei i feriti e diversi le case distrutte a causa del crollo di una specie di "montagna" di rifiuti in una grande discarica del Conakry, capitale del paese; si parla di avvisi di evacuazioni che le autorità avevano dato per le persone che vivevano vicino alla grande discarica a cielo aperto, ma molti erano rimasti sul luogo. La Guinea ha le più grandi riserve di bauxite, poi il paese è anche ricco di ferro, oro, diamanti ed altri minerali, ma nonostante questo ben oltre la metà della popolazione vive in povertà. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche almeno trentasette feriti (la maggior parte lievi) per un terremoto di magnitudo 5.9 in Giappone con epicentro nel sud della prefettura di Ibaraki, le scosse sono state avvertite nettamente anche a Tokyo.

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   Surriscaldamento dei mari alimentato da correnti globali

Le temperature dei mari potrebbero raggiungere valori record (in oltre un secolo) rispetto alla media alimentate da "El Nigno" ed in particolare il Pacifico tropicale oltre tre gradi Celsius con conseguenti gravi siccità in Sud America e nell'Ovest Pacifico e quindi avere effetti tangibili sulla sicurezza alimentare globale. Quando le temperature nell'est Pacifico tropicale aumentano di mezzo grado in genere si parla dell'inizio di questa corrente globale che influenza i venti, la pressione atmosferica e le precipitazioni piovose. Da segnalare cambiando argomento ma rimanendo su tematiche naturalistiche lo scontro in Europa di correnti fredde artiche con altre molto più calde di matrice africana che stanno causando eventi estremi, poi estesi incendi nei Balcani ed in Ungheria a causa della siccità e le alte temperature.

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