Non conversare con l'intelligenza artificiale
Da tempo l'intelligenza artificiale ha superato il test di Turing e questo significa che è difficile accorgersi che si sta conversando con una macchina invece che con una persona se ad esempio non è presente in "carne ed ossa", quindi per non addestrare l'intelligenza artificiale con la conversazione è opportuno non utilizzare applicazioni con software che apprendono da quello che gli viene detto. Ultimamente centinaia di ricercatori avrebbero lanciato l'allarme sul futuro dell'umanità visto il crescente pericolo rappresentato dall'intelligenza artificiale generativa e che bisogna stabilire delle regolamentazioni per frenarne lo sviluppo, ma alcuni sostengono che ormai è come voler frenare una valanga con le mani; infatti, dopo avere sviluppato per decenni queste reti neurali è davvero difficile fermarle anche se in teoria è ancora possibile staccando tutte le spine e quindi anche applicazioni di largo utilizzo.
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Data: 31/05/2023
n: 5350
Meditazione senza pensieri utile contro ansia
L'ansia sociale e gli attacchi di panico sono un disturbo molto diffuso nel mondo aggravate in parte a causa della pandemia Covid-19, cambiamenti climatici, tensioni sociali o incertezze finanziarie ed uno studio avrebbe evidenziato come la meditazione senza pensieri (un tipo di meditazione che mira a svuotare la mente concentrandosi sul silenzio) sia più efficace di comuni medicine utilizzate per curare gli stati di ansietà ed anche delle terapie comportamentali basate sull'educazione. Come è ben noto per la salute e l'equilibrio mentale è nocivo il pensiero continuo su avvenimenti spiacevoli, quindi è utile prendere qualche pausa svuotando la mente dalle negatività; poi per non deprimersi bisognerebbe cercare di concentrarsi in quella specie di vuoto emozionale che si può trovare in un prolungato silenzio.
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Data: 11/11/2022
n: 5180
Casi di nebbia mentale da contagio n-Cov
Dai racconti di alcune persone contagiate dal virus SARS-CoV-2 emergono casi di una specie di nebbia mentale con appuntamenti dimenticati, lapsus, conversazioni confuse e perdite di memoria che potrebbero mettere in difficoltà le persone che devono fronteggiare questa mancanza di chiarezza nei ragionamenti. Per cercare di recuperare un minimo di lucidità ad esempio potrebbe essere opportuno organizzarsi con calma, respirare profondamente, recuperare la concentrazione, suggestionarsi positivamente ad esempio con immagini naturalistiche oltre a meditazione, igiene del sonno, lieve esercizio fisico e stretching. Segnalate da tempo problematiche neurologiche e perdita di gusto e soprattutto olfatto, con inevitabile disorientamento; ma in genere si tratta di disturbi passeggeri che tendono un poco ad attenuarsi con il tempo fino al ritorno alla normalità a parte i casi di long Covid.
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Data: 12/03/2022
n: 4973
Comportamenti di bambini durante la pandemia
La pandemia nCoV ha stravolto le abitudini di vita di molte famiglie ed i bambini secondo l'opinione di alcuni potrebbero soffrire di disturbi comportamentali non potendo ad esempio usufruire per evitare eventuali contagi dei servizi utili per l'apprendimento in fase di crescita come asili, scuole dell'infanzia, luoghi di aggregazione e svago con conseguenze sullo sviluppo caratteriale. A quanto pare può anche capitare che dei bambini non si ricordino del tempo in cui potevano incontrare qualcuno che non indossasse la mascherina; poi si parla di problematiche collegabili a stati d'ansia, insonnia, linguaggio, poca concentrazione e in alcuni casi tendono ad ingrassare. In genere bisognerebbe evitare che i bambini trascorrano troppe ore davanti alla televisione e al video di un dispositivo elettronico (computer, tablet, smartphone..) incoraggiando le arti manuali e l'attività fisica.
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Data: 24/03/2021
n: 4667
Ragionamento difficile collegabile a virus 19-nCoV
Da tempo era noto che il coronavirus Covid-19 causasse problemi neurologici interessando il sistema nervoso ed uno studio australiano avrebbe verificato come il virus sia in grado di infettare i tessuti del cervello con effetti sulla struttura della corteccia; quindi sulla memoria, consapevolezza e linguaggio facendo mancare supporto e nutrienti ai neuroni (si replica in cellule abbondati nel sistema nervoso centrale come gli astrociti). Variazione anche nella concentrazione dei neurotrasmettitori ed altre sostanze come il potassio con conseguenza neurologiche e neuropsichiatriche sui pazienti ad esempio difficoltà di ragionamento, malditesta, affaticamento, ansietà due mesi dopo il contagio. Da segnalare cambiando argomento che negli Stati Uniti sono stati monitorati quasi otto milioni di contagi, mentre nel mondo le vittime ufficiali del virus sarebbero oltre unmilionecentomila.
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Data: 17/10/2020
n: 4534
Problemi neurologici in pazienti guariti da 19-nCoV
Le conseguenze da infezione da coronavirus Covid-19 potrebbero interessare il sistema nervoso centrale e causare esiti di tipo neuropsichiatrico oltre a perdita di senso dell'olfatto e del gusto fino ad un maggior numero di ictus (nei pazienti più gravi), poi per completare la ricerca si è fatto anche riferimento ai dati di precedenti epidemie respiratorie virali. Non sono ancora conosciute le conseguenze neurologiche a lungo termine della malattia SARS-CoV-2, ma è ipotizzabile che potrebbero durare anni senza considerare eventuali danni all'integrità del sistema immunitario; fra le cause di questa eventuale sensibilità neuropsichiatrica forse un recettore per un enzima del virus 19-nCoV presente nelle cellule che circondano i neuroni. Altre ricerche evidenziano come gli antiossidanti potrebbero essere utili per attenuare lo stress nell'organismo causato dalla patologia.
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Data: 18/04/2020
n: 4379
Conseguenze mentali da pandemia 19-nCoV
Le condizioni di vita imposte dalle misure di contenimento per il virus Covid-19 e l'inevitabile stress legato magari a difficoltà sociali ed economiche, con inevitabili pensieri poco positivi sul futuro, possono mettere a dura prova le resistenze nervose e psicologiche dell'individuo; poi alcuni dicono anche che si tratta della crisi più grave dai tempi della seconda guerra mondiale, forse più crisi umana che ai danni della salute dal momento che colpisce in particolare le relazioni sociali. Nascondere la realtà e ad esempio dichiarare pochi casi di contagio e vittime (come a quanto pare fanno alcuni paesi) non può essere una soluzione al problema anche se effettivamente sarebbe opportuno che i media non mandassero in onda immagini di pazienti e corsie di ospedali. Per attenuare lo stress potrebbe essere utile dedicare alcuni minuti alla meditazione liberando per quanto possibile la mente dalle nubi dei pensieri negativi.
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Data: 01/04/2020
n: 4363
Atteggiamenti irrazionali collegabili a COVID-19
Le scene viste in alcune regioni italiane interessate dall'epidemia di coronavirus COVID-19 con ressa ai supermercati e file per acquistare le ultime mascherine a quanto pare si sono verificate anche in Francia in varie zone come ad esempio nel sobborgo Saint Denis presso Parigi ed anche altri centri abitati fra cui Nizza; ma questo atteggiamento irrazionale espone ai contagi, poi gli stati di agitazione rendono le menti meno lucide portando a commettere errori riguardo il rispetto delle distanze opportune e di igiene. Una persona agitata in genere tende anche a muoversi scompostamente e a toccarsi frequentemente il viso veicolando in questo modo il virus nell'organismo, quindi è opportuno cercare di mantenere la calma. Ultimamente pare che anche a Los Angeles negli Stati Uniti la folla abbia svuotato supermercati e negozi, contendendosi gli ultimi generi alimentari ed igienici disponibili, confermando questa tendenza all'irrazionalità.
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Data: 07/03/2020
n: 4338
Un ictus coinvolge paziente e familiari
Un paziente colpito da ictus, a causa della perdita di cellule nervose del cervello rimaste senza nutrimento, spesso si sente frustrato per non poter svolgere normalmente le azioni quotidiane ed irritabile con conseguenze sui familiari che devono far fronte a questa condizione oltre e provvedere a cure e riabilitazione che a volte dura per l'intera vita del soggetto. Organizzazioni sanitarie internazionali avvertono di aumentare l'attenzione su prevenzione e cure in occasione della giornata mondiale dedicata all'ictus, in modo anche di poter fornire cure migliori ai pazienti cercando di migliorare la loro condizione e di conseguenza quella dei familiari. E' opportuno analizzare accuratamente i sintomi della malattia che ha un impatto significativo sulla vita del paziente, poi fare regolarmente gli esercizi per la riabilitazione cominciando prima possibile per migliorare le capacità di recupero ed evitare che si possa essere colpiti da un altro ictus.
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Data: 29/10/2019
n: 4227
Stile di vita sano contro le demenze genetiche
Le persone che temono di ammalarsi per qualche forma di demenza a causa di un alto rischio genetico dovuto a fattori familiari è meglio che si preoccupino piuttosto di condurre uno stile di vita sano, almeno secondo l'opinione di ricercatori che sostengono come sia utile in questi casi adottare un regime alimentare equilibrato, esercizio fisico, limitando il consumo di alcolici e non fumando. Lo studio effettuato solo su gruppi etnici di origine europea in pratica dimostra che il rischio di ammalarsi di Alzheimer ed altre demenze diminuisce di un terzo conducendo uno stile di vita sano in caso di alto rischio genetico (confrontando con persone a basso rischio), ma sarebbe necessario indagare anche su altri gruppi genetici per verificare che questa relazione sia sempre reale. Altri studi indicano come l'Alzheimer colpisca in maggior misura le donne per ragioni biologiche e non perché hanno una maggiore aspettativa di vita rispetto ai maschi, poi sembra che la malattia si diffonda nel cervello in modo diverso con alcuni geni specifici responsabili di questa progressione.
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Data: 17/07/2019
n: 4137
Mente - allenamento
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