Sospetto virus H5N1 in parco con felini in Vietnam

I campioni analizzati in un laboratorio della città Ho Chi Minh in Vietnam avrebbero fatto avanzare alle autorità sanitarie l'alto sospetto che a causare il decesso di quarantaquattro tigri, tre leoni ed un leopardo in due siti turistici nelle province di Dong Nai e Long An nel sud del paese possa essere stata l'influenza aviaria H5N1, poi si parla di indagini su altri casi in parchi safari. Individuate tre persone che sono state a stretto contatto con gli animali che si sono ammalati prima del decesso, il virus (che di solito infetta uccelli ed allevamenti di pollame in molti paesi del sudest dell'Asia) può essere trasmesso all'uomo, quindi si cerca di tracciare i casi. Da segnalare spostando l'attenzione all'Italia un focolaio di circa cento casi di dengue a Fano nelle Marche, distribuiti dei prodotti per evitare di essere punti e la proliferazione delle zanzare.

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Conoscenze da approfondire su varianti mpox

Bisognerebbe condurre dei test per comprendere quali siano le differenze riguardo i contagi da varianti di vaiolo delle scimmie (mpox); infatti, a quanto pare i ricercatori affermano che ci vuole cautela prima di dichiarare ad esempio che la variante Calde 1 è associata ad una percentuale maggiore di mortalità rispetto alla Clade 2, poi anche riguardo la sottovariante Clade 1b forse si tratta di un'evoluzione che si diffonde fra gli uomini eventualmente anche più virulenta della zoonosi Clade 1 (ora chiamata Clade 1a) che di solito interessava animali infetti e in modo più limitato gli uomini in specifiche comunità. Nel frattempo mentre alcuni dicono che mpox non sarà un nuovo Covid si parla di un caso individuato in Thailandia di nuova variante, poi in Indonesia il livello di attenzione nei confronti del virus è stato alzato con decine di laboratori attrezzati per i test virali.

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Caso di vaiolo delle scimmie nelle Filippine

Le autorità sanitarie non hanno ancora sequenziato il genoma del virus mpox che ha infettato un uomo filippino che non aveva viaggiato all'estero, si tratta del primo caso monitorato da dicembre dello scorso; questo rimanda sul piano salutare all'allerta a livello mondiale riguardo una maggiore sorveglianza sul vaiolo delle scimmie. Recentemente il Pakistan aveva confermato almeno un caso del virus anche se non si conosce con precisione l'esito del sequenziamento. In genere le persone contagiate dal virus hanno sintomi lievi, ma in qualche caso ad esempio con sistema immunitari indebolito può anche essere fatale specialmente se si tratta della nuova variante clade 1 (si parla di circa un quattro percento di casi di vittime nella Repubblica Democratica del Congo, poi l'antivirale "TPOXX" a quanto pare non funziona con la clade 1), spesso si formano delle lesioni pruriginose sulla pelle ed anche pustole con febbre e malessere.

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Forse bassa diffusione per virus mpox in Europa

Secondo le previsioni delle autorità sanitarie anche se probabilmente saliranno i casi importati di vaiolo delle scimmie in Europa difficilmente si assisterà ad una larga diffusione del virus mpox, poi la malattia non dovrebbe essere così grave; sempre che si adottino tutte le pratiche di sorveglianza, evitando contatti stretti e con isolamento di eventuali casi individuati. Da novembre 2023 ad esempio nella Repubblica Democratica del Congo ci sono stati oltre sedicimila nuovi casi con variante clade 1 mpox con oltre cinquecento vittime, quindi con un netto incremento di casi; poi altri nove paesi confinanti hanno segnalato casi. Due giorni fa la nuova variante mpox Clade 1b è stata individuata in Svezia, ma alcuni dicono che il rischio pandemia tipo Covid è difficile anche se rimane l'interrogativo riguardo possibili ulteriori mutazioni del virus e di contagi sotto traccia.

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Emergenza sanitaria mpox in Africa

Con un aumento del centosessanta percento di vittime rispetto al 2023 le autorità sanitarie avrebbero dichiarato un'emergenza sanitaria causata dal vaiolo delle scimmie (mpox) per tutto il continente africano chiedendo azioni concrete per un maggiore supporto dal mondo dal momento che la zoonosi si sta diffondendo attraverso rapporti sessuali o stretto contatto. La preoccupazione sale monitorando la situazione giornaliera e si richiede l'invio di dieci milioni di dosi di vaccini e si teme visto i ritmi di diffusione che possa anche interessare il mondo intero, quindi è necessaria una sorveglianza accurata di eventuali casi che potrebbero passare sotto traccia con adeguato isolamento, poi bisogna considerare che in un mondo interconnesso potrebbe essere solo questione di tempo perché il virus si diffonda come accaduto ad esempio per il virus SARS-CoV-2.

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Bimbi senza vaccinazioni a causa di conflitti

Aumentano i bambini che non ricevono vaccinazioni considerate essenziali e che proteggono da difterite, tetano e pertosse a causa dell'aumento dei conflitti nel mondo, almeno da quanto risulta da un rapporto internazionale che evidenzia come si sia passati da circa quattordici milioni e mezzo di vaccinazioni somministrate in meno nel 2023 rispetto ai tredici milioni e novecentomila nel 2022; poi bisognerebbe aggiungere altri sei milioni e mezzo che hanno fatto una sola dose e quindi non si può dire che siano correttamente vaccinati e questo potrebbe avere delle conseguenze a prevenire in futuro eventuali epidemie. Nel Sudan si conta il maggior numero di mancate vaccinazioni a causa di un conflitto civile che dal quindi mesi sta interessando il paese calando dal settantacinque percento del 2022 al cinquantasette percento del 2023 (quindi oltre settecentomila bimbi non vaccinati).

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Una rara protezione immunitaria dal Covid

Alcune rare persone potrebbero avere un vantaggio genetico riguardo l'esposizione al virus SARS-CoV-2 che rende il sistema immunitario più resistente e l'organismo protetto da un eventuale contagio, almeno da quanto risulta da campioni di saliva con analisi del DNA effettuati in individui selezionati con queste speciali caratteristiche; questo potrebbe essere utile forse a sviluppare nuovi vaccini per il Covid ed anche per altri virus o altre patologie. Molti non fanno più caso alla pandemia COVID-19, ma in realtà continua a mietere vittime nel mondo (duemilaseicento in Aprile secondo organizzazioni internazionali); poi ci sono delle persone che sostengono di non essersi più ripresi pienamente dopo essere stati contagiati e guariti lamentando ad esempio declini cognitivi e varie disabilità, casi di una specie di "nebbia mentale", confusione, dimenticanze, mancanza di attenzione.

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Testare il latte per cercare frammenti di virus H5N1

Prendere il latte dagli scaffali e testarlo per cercare frammenti di virus H5N1 dell'influenza aviaria in modo da monitorare la situazione ed evitare un'eventuale pandemia, almeno secondo alcuni ricercatori in seguito agli sviluppi della vicenda legata ai frammenti giudicati innocui del virus che erano stati trovati in casi di campioni di latte processato negli Stati Uniti. Un vaccino per proteggere l'organismo contro il virus H5N1 dell'influenza aviaria in teoria già esiste, ma a quanto in caso di pandemia in caso di pandemia non ci sarebbero abbastanza dosi; quindi è necessario approntare strutture ed impianti adatti a fronteggiare l'emergenza. Fare dei test sulle acque reflue può anche essere un sistema di monitoraggio oltre a cercare anticorpi del virus nelle vacche in modo da comprendere se gli animali siano stati contagiati precedentemente mantenendo alto alto la sorveglianza e l'attenzione sul virus.

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Modalità di contagio H5N1 allo studio

In genere l'influenza A è considerata un virus respiratorio che contagia gli organismi raggiungendo la gola e poi i polmoni, ma i ricercatori studiando le modalità di trasmissione dell'influenza aviaria H5N1 nelle vacche avrebbero ipotizzato che possa anche infettare passando ad esempio per le ghiandole mammarie degli animali. Questa possibilità era già conosciuta ma ha abbastanza sorpreso i ricercatori, poi ci sarebbero in teoria anche altre possibilità di trasmissione fino all'uomo. Recentemente una persona in Texas è stata contagiata per aver avuto stretto contatto con mucche infette e si tratta del secondo caso di questo tipo da quando è stato scoperto che il virus circolava in alcuni allevamenti degli Stati Uniti (in almeno quattro stati), la modalità di contagio potrebbe essere avvenuta tramite le membrane degli occhi da latte infetto e sono necessari ulteriori studi per comprendere questi meccanismi.

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Valutare il potenziale pandemico del virus H5N1

Uno studio avrebbe evidenziato un potenziale pandemico senza precedenti per l'influenza aviaria H5N1 che preoccupa i ricercatori dal momento che gli ultimi adattamenti rilevati nel virus nella capacità di infettare i mammiferi potrebbero determinare contagi su larga scala negli uomini, quindi è necessario adottare prontamente misure di sorveglianza attiva per evitare che questo possa accadere. Già dal 1997 un anno dopo la scoperta del virus H5N1 si era capito che poteva superare la barriera dei soli uccelli e in Cina ed Hong Kong un'epidemia in un allevamento di polli è stato collegato a diciotto infezioni in umani ed un terzo di queste persone in seguito sarebbe deceduto, poi nel decennio successivo gli allarmi si sono susseguiti sempre più pressanti con decine di specie contagiate ed ultimamente il rischio "imminente" che passi direttamente da mammiferi ad umani.

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