Consumo disordinato di alcol aumentato dopo il Covid-19

La condizione di confinamento fino anche ad una specie di reclusione causata dalla pandemia SARS-CoV-2 con ondate di virus che costringevano a rimanere in casa ed avere pochi contatti utilizzando mascherine per proteggersi da eventuali contagi potrebbe avere causato secondo alcuni una poco salutare abitudine a bere alcolici ed in modo disordinato (cosiddetto binge drinking, e più in maschi che in donne) con conseguenze sulla salute che possono essere anche serie fino alla formazione di tumori. Da tenere presente che l'alcol metabolizza in acetaldeide danneggiando in questo modo il DNA, aumenta l'ossidazione cellulare, tende a modificare i livelli ormonali, poi ad esempio per chi fuma aumenta l'assorbimento di cancerogeni collegabili a sigarette e tabacco.

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Ultimi giorni d'acqua per Tehran in Iran

Si stima che siano rimasti circa nove giorni d'acqua nelle riserve della città di Tehran che conta dieci milioni di abitanti e le autorità iraniane se non piove dovranno evacuare la capitale del paese per un'emergenza idrica che alcuni definiscono come nazionale e straordinaria cercando di trovare un posto dove ospitare i cittadini. Non mancano le polemiche su come sono state gestite le riserve con una rete distributiva idrica datata, decenni di sovra pompaggio idrico ed uso senza criterio dell'acqua rimasta, tanto che si fa l'esempio di Cape Town in Sud Africa che nel 2015 alle prese con una grave crisi idrica riuscì nel giro di meno di due anni a far calare di circa il cinquanta percento il consumo d'acqua pianificando misure come aumentare il riciclo, trasparenza nell'uso, riparazione delle falle, educazione pubblica e prezzo realistico delle risorse idriche.

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Studio su temperature e rilascio di microplastiche

Molti studi si sono focalizzati su quante microplastiche fossero presenti nell'acqua, ma tutti i liquidi che si ingeriscono le contengono ed in particolare a quanto pare caffè, tè, bevande, succhi e bevande energetiche contribuirebbero a far raggiungere in modo significativo la quota giornaliera che in genere si ritrova di queste poco salutari microplastiche. Sarebbe stato riscontrato anche un collegamento fra temperature e rilascio di microplastiche con il tè bollente che mostra la massima concentrazione ed il calore pare che tenda ad accelerare questo rilascio dai materiali plastici di confezionamento del prodotto (la bustina del tè era già stata precedentemente attenzionata). E' necessario valutare l'esposizione totale alle microplastiche da tutte le bevande per avere un quadro più completo se non si vuole sottostimare il reale livello di esposizione.

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Le abitudini alimentari stanno destabilizzando il pianeta

Quasi un terzo delle emissioni di gas ad effetto serra derivano dal cibo, almeno secondo uno studio che sottolinea come fattori chiave il ruolo poco positivo per l'ambiente del metano rilasciato dai bovini, la deforestazione per far spazio ai raccolti e l'utilizzo dell'energia fossile per la produzione di fertilizzanti; poi anche se smettessimo di bruciare i combustibili fossili le nostre abitudini alimentari tendono a spingere le temperature globali supra il limite fissato del grado e mezzo Celsius di surriscaldamento. L'impatto nefasto include la perdita di biodiversità, il degradamento del suolo, la scarsità d'acqua e l'inquinamento da fertilizzanti con un risultato complessivo allarmante. Per quanto riguarda il regime alimentare da seguire si consiglia frutta e verdura con limato consumo di carne e pesce che permetterebbe anche di evitare quindici milioni di morti premature.

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Carenze alimentari nella Striscia di Gaza e nel Darfur

Secondo l'opinione di organizzazioni internazionali l'evacuazione della popolazione dalla Città di Gaza a causa del conflitto che da decenni interessa l'area potrebbe causare gravi carenze alimentari oltre che quelle di rifugi e supporto medico più di evacuazioni effettuate in altre zone della Striscia di Gaza. Già in precedenza c'erano state delle proteste su come era stato organizzata la distribuzione di cibo ed aiuti umanitari con persone ed anche bambini uccisi nel tentativo di procurarsi un po' di cibo e nel caso dell'evacuazione di Gaza City la situazione non potrà essere che molto peggiore. Per quanto riguarda il Darfur nel Sudan sempre a causa di conflitti militari si parla di gravi carenze di cibo ed acqua da un anno in particolare nella città di El-Fasher (il più grande centro abitato nell'ovest del Darfur) con persone che muoiono di fame, poi si teme il rischio di casi di colera.

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Plastificazione del pianeta accelerata

Dal momento che che ad un recente convegno a Ginevra in Svizzera in cui si doveva decidere un piano per ridurre la produzione di plastica si è parlato di una confusione generalizzata fra i partecipanti e piano alla deriva è chiaro che la direzione verso una "plastificazione del pianeta" appare come sempre più accelerata. Si stima che con l'attuale tendenza di produzione di plastica basata sul consumo di combustibili fossili si giungerà a triplicarne la produzione entro il 2060 raggiungendo circa un miliardo e duecento milioni di tonnellate l'anno, con un miliardo di tonnellate riversate nell'ambiente e quindi che rischiano di entrare nella catena alimentare. E' evidente che se mangiamo microplastica e si arriva anche a respirarla i tessuti organici saranno esposti a infiammazione come da tempo dimostrato accade negli animali oltre a tutta una serie di effetti collaterali su cui ormai esistono anche degli studi.

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Adattamento dei raccolti ai cambiamenti climatici

Un sensibile declino dei raccolti è previsto nei prossimi decenni da alcuni studi ad esempio per frumento e cereali a causa del surriscaldamento del pianeta, ma un opportuno adattamento praticato dagli agricoltori potrebbe fare la differenza e questo potrebbe limitare l'impennata dei prezzi di tutti gli alimenti che hanno come ingredienti frumento e cereali la cui produzione è destinata comunque a calare anche cercando di adattarsi ai cambiamenti climatici. Fra le strategie da adottare si parla di piantare varietà differenti con fertilizzanti ed irrigazione mirata a quelle specifiche varietà, poi alcuni sostengono che bisogna monitorare con appositi strumenti la salute dei vegetali in modo che non siano attaccati da parassiti; infatti, una coltivazione sofferente diventa più soggetta a malattie e la resa tende a calare drasticamente per i meccanismi di autodifesa delle piantine.

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Una plastica che si dissolve in poco tempo nel mare

Una potenziale soluzione all'inquinamento di plastica degli oceani minacciando la vita marina arriva da ricercatori giapponesi (in un laboratorio di Wako nella prefettura di Saitama) che avrebbero dimostrato che il nuovo tipo di plastica da loro sperimentata si dissolve in un contenitore riempito con acqua salata in circa un'ora e non lascia residui, quindi non si frammenta in particelle e poi nella pericolosa microplastica. In attesa che questo nuovo tipo di plastica possa entrare in produzione sarà opportuno cercare di non disperdere plastica nell'ambiente; infatti, entra nella catena alimentare e si respira come microplastica, uno studio indicava come tende ad accumularsi in maggiore concentrazione nel cervello rispetto ad altri organi e se si fa un'analisi del sangue è possibile riscontrare la presenza di particelle di microplastica con conseguenze ancora non ben note, ma sicuramente poco salutari.

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Previsione su aumento prezzo delle uova in U.S.A.

Ci si aspetta che il prezzo delle uova negli Stati Uniti potrebbe aumentare di oltre il quaranta percento ed il prezzo è già molto aumentato negli scaffali dei supermercati, a volte capita che non si riesce nemmeno a trovarle; questo si deve al fatto trenta milioni di galline da uova sarebbero state macellate per limitare i contagi di influenza aviaria nel paese. Con l'avvicinarsi delle festività pasquali si prevede un notevole aumento della richiesta di uova, ma i prezzi sono già alti e la disponibilità scarsa quindi si pensa che il mercato possa far toccare dei picchi riguardo al prezzo. Si è parlato anche di furti di interi bancali pieni di cartoni di uova, di contrabbando di uova da altri paesi confinanti; poi alcuni dicono che passa la voglia di mangiarle tanto sono care. Da ricordare come sostituto che cereali uniti a legumi e poco grana sono un'ottima fonte proteica completa ed economica.

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Qualche timida iniziativa contro i PFAS

I perfluoroalchilici (PFAS) sono degli inquinanti molto persistenti la cui molecola è quasi indistruttibile e tende ad accumularsi nell'organismo, un pericolo per ogni organismo vivente; quindi si cerca di regolamentarne l'uso e pare che la Francia abbia deciso di vietarne in parte l'uso, ma escludendo dalla legge proprio le famose padelle che di solito sono utilizzate come esempio di come i PFAS possano essere ingeriti con gli alimenti soprattutto se le padelle sono rigate (in questo caso andrebbero buttate). Altro settore che richiederebbe una regolamentazione urgente è quella relativa all'inquinamento da plastica dopo la scoperta che le particelle di microplastica tendono ad accumularsi in maggiore concentrazione nel cervello rispetto ad altri organi, bisognerebbe intervenire con decisione nei casi in cui i residui plastici possano raggiungere fiumi e corsi d'acqua.

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Alimentazione                  


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